Concetti chiave
L'ottica Organismica PDF Stampa

L’ottica organismica, grazie all’apporto di studiosi quali J. Smuts, H.R. Dunbar, J.B. Kantor, R.H. Wheeler, H. Werner, ma soprattutto Kurt Goldstein e Carl Rogers, ha trovato la sua applicazione in numerosi settori tra cui la neurologia, la psicosomatica, la psicologia clinica e della personalità.  Partendo dal concetto di organismo, inteso come unità di psiche e soma, questi autori si proponevano di ricomporre la storica frattura cartesiana fra res cogitans e res extensa, mossi dalla comune esigenza di definire la personalità come una totalità significativa e indivisibile. Le premesse erano affini a quelle della psicologia della Gestalt, tuttavia, diversamente dall’indirizzo di M. Wertheimer, K. Koffka e W. Kohler, l’approccio organismico non si è occupato di singole funzioni psichiche (percezione, pensiero, apprendimento, linguaggio, ecc.) ma ha esteso i principi gestaltici all’organismo ritenuto un sistema integrato e organizzato (Hall e Lindzey, 1978).

Eminente neuropsichiatra tedesco, noto per gli studi sugli effetti delle lesioni cerebrali, Kurt Goldstein affermava l’esigenza di un approccio unitario al problema mente-corpo, sottolineando che l’organismo si comporta come un insieme e mai come una serie di parti differenziate. I presupposti unitari ed olistici della teoria di Goldstein hanno origini lontane nella cultura occidentale (cfr. Hall e Lindzey, 1978, pp. 243-277; Carotenuto, 1991, pp. 302-306; Corsi, 2001); da Aristotele a Spinoza, da William James a John Dewey e presentano numerosi elementi comuni con la psicologia della Gestalt e la teoria del campo di Kurt Lewin, ma soprattutto, come abbiamo detto,  con la cosiddetta “terza forza”, la psicologia umanistica, affermatasi in America negli anni cinquanta come reazione alla egemonia del comportamentismo e della psicoanalisi. Abraham Maslow, uno dei suoi principali esponenti, considerava, infatti, la prospettiva organismica una espressione del movimento umanistico della psicologia.

I principi generali della teoria di Goldstein possono essere riassunti nelle seguenti asserzioni: 1) la personalità normale è caratterizzata da coerenza, organizzazione, integrazione ed unità; la disorganizzazione esprime una condizione patologica determinata da influenze ambientali negative e, in minore misura, da anomalie strutturali; 2) l’organismo umano è un sistema altamente organizzato; l’insieme funziona  secondo leggi che non possono essere limitate alle singole parti; 3) la motivazione dominante della persona è l’autoautoattualizzazione (o autorealizzazione), che esprime la tendenza a realizzare pienamente le proprie potenzialità; 4) vengono enfatizzate le possibilità di sviluppo insite nell’organismo; quando esse incontrano un ambiente adatto produrranno un individuo sano e in armonia con l’ambiente; 5) la teoria organismica si differenzia dalla psicologia della Gestalt in quanto si oppone allo studio di funzioni separate dell’organismo (percezione, apprendimento, linguaggio, ecc); 6) lo studio della persona deve fondarsi su una prospettiva capace di considerare la sua globalità piuttosto che basarsi su  indagini analitiche delle singole funzioni.


 

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